Punta Campanella è uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi della Penisola Sorrentina. Questo lembo di terra proteso dolcemente verso il mare è un emblema della vegetazione mediterranea che adorna la Costiera Amalfitana. Scrigno di tesori preziosi che raccontano il passato glorioso di questa terra, Punta Campanella è una delle mete preferite dei viaggiatori più appassionati e curiosi. Qui storia e mito si intrecciando dando vita ad un racconto entusiasmante.

La leggenda della Campana di Punta Campanella

Questo luogo ha una storia da raccontare già a partire dall’origine del nome. Si narra che durante un’invasione i saraceni saccheggiarono la chiesa di Sant’Antonino Abate, protettore di Sorrento, rubando tra i tanti oggetti sacri e preziosi anche la campana in bronzo. La flotta saracena lasciò Sorrento, ma nei pressi di Punta Campanella, la nave che trasportava la campana fu bloccata da una forza misteriosa che le impediva di proseguire il suo viaggio. Nel tentativo di raggiungere le altre navi, i pirati cominciarono a liberarsi di parte del loro bottino gettandolo in mare, ma solo quando si liberarono della campana di Sant’Antonino riuscirono a riprendere il loro viaggio. Da allora, alcuni pescatori raccontano che ogni 14 febbraio, giorno della festa del Santo Patrono di Sorrento, nei pressi di Punta Campanella si sente la campana suonare sott’acqua e questo avvenimento straordinario avrebbe dato il nome al luogo.

L’altro racconto, meno fantasioso, fa risalire l’origine del nome alla presenza in passato di una campana su Torre Minerva, la torre di avvistamento all’estremità di Punta Campanella costruita nel 1300 e ancora perfettamente conservata. Questa torre fa parte del sistema di difesa che si estendeva dalla penisola sorrentina fino ad Amalfi contando circa trenta torri.

Punta Campanella, il mito delle Sirene e il tempio di Atena

Il legame che unisce la Penisola Sorrentina al mito delle Sirene è antico e indissolubile grazie ad una lunga tradizione poetica iniziata da Omero che nelle acque cristalline della Costiera Amalfitana e sorrentina ambienta l’incontro tra Ulisse e le sirene: Leucosia, Partenope e Ligeia.

Queste tre sirene erano sorelle e figlie del dio fiume Acheloo e della dea madre terra Persefone. La leggenda narra che le tre sirene erano solite ammaliare i naviganti dai promotori della costiera così da far perdere loro il controllo delle navi che irrimediabilmente si schiantavano contro le rocce e andavano distrutte.

Ulisse, uomo scaltro e dall’ingegno acuto, per scampare al terribile destino realizzò dei tappi di cera per il suo equipaggio da mettere alle orecchie così da non essere distratti dal canto delle sirene, mentre lui si fece legare al albero maestro. Fallita la trappola, le tre sirene, per il dispiacere, si gettarono in mare tramutandosi in rocce dando vita al piccolo arcipelago dei Li Galli (Gallo Lungo, Castelluccio e La Rotonda).

Ulisse, invece, grato per la vita che era stata risparmiata a lui e ai suoi uomini, attracco a Punta Campanella dove costruì un Tempio dedicato alla dea Atena che lo aveva guidato ad uscire indenne da quella situazione.

Il tempio di Atena rappresenta il punto di incontro per eccellenza tra la mitologia e la storia di questo territorio. I resti di questa struttura votiva di origine greca sono visibili ancora oggi lungo il sentiero che da Punta Campanella porta al mare. Lungo questo tragitto, con un po’ di attenzione, è ancora ben leggibile una scritta in Osco incisa sulla pietra che indicava ai naviganti il punto di approdo al Santuario di Atena.

Come raggiungere Punta Campanella

Per gli amanti del trekking la tappa a Punta Campanella è immancabile ed emozionante. Si parte da una piccola frazione di Massa Lubrense, Termini, dove parte un strada che ad un certo punto porta ad un bivio: se si sale, si raggiunge il Monte San Costanzo, dove è possibile ammirare i due golfi, restando senza fiato, il Golfo di Napoli e quello di Salerno separati da una lingua di terra; se si scende, invece, si va verso l’estremità della Penisola Sorrentina, dove la costa sembra volersi ricongiungere all’isola di Capri.

Chi, invece, vuole risparmiarsi tale fatica può scegliere di ammirare la maestosità di questo luogo dal mare. Se si noleggia una barca da Sorrento verso Capri, Positano o Amalfi il passaggio nel parco marino protetto di Punta Campanella è inevitabile ed emozionante. La prospettiva dal mare, infatti,  è molto suggestiva, sembra di entrare nel mito ed indossare le vesti di Ulisse in viaggio verso la sua cara Itaca.