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Foto storica del Borgo di Marina Grande – Sorrento. Presa dal web.

A Sorrento, nonostante la costante evoluzione urbanistica e il turismo massificato, c’è un luogo che conserva nel tempo una propria identità storica e tradizionale: il borgo di Marina Grande.
Questo posto, nonostante sia a pochi passi dal centro cittadino di Sorrento, ha una storia a sé, quasi come fosse una sorta di città nella città, e questo aspetto è dimostrato anche dal forte senso di appartenenza dei suoi residenti che si sentono abitanti di Marina Grande e non di Sorrento, ricordando un po’ la risposta di Carlo Pedersoli, noto come Bud Spencer, quando un giornalista gli chiese se fosse italiano e lui con orgoglio rispose: “Io non sono italiano, sono Napoletano”. Stesso concetto ripreso anche da Sofia Loren in un’intervista. Allora scopriamo cosa rende questo posto così speciale. 

L’antico accesso al Borgo di Marina Grande racconta la storia della costiera sorrentina

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Antica porta del Borgo di Marina Grande. Foto presa dal web

Il viaggio nella storia di Sorrento comincia proprio dall’antico accesso a Marina Grande attraverso quello che resta delle mura della città. Le antiche mura, risalenti al III secolo a.C. sono, purtroppo, state demolite in gran parte nell’800, mentre le parti sopravvissute sono visibili dal belvedere di via Capo e in quello che oggi è conosciuto come il Bastione di Parsano, tutt’ora percorribili e visitabili. 

Se oggi il Borgo può essere raggiunto con l’auto o il bus da via del Mare, nel XV secolo l’unico accesso alla spiaggia di Marina Grande era proprio attraverso questa porta che, nonostante i numerosi restauri, ha conservato le caratteristiche peculiari della sua originaria struttura medievale. 

Costruita con grossi blocchi di tufo e roccia calcarea, l’antico accesso si presenta a doppio arco, importante traccia dell’influenza greca nelle tecniche di costruzione delle mura; si tratta, infatti, di una muratura cosiddetta “isodoma” a blocchi squadrati. Se si osserva con occhio attento questa struttura, si possono scorgere ancora i fori dei cardini dove venivano calati i tronchi per dare maggiore solidità alla porta in caso di invasioni. 

Questa porta racconta dell’invasione saracena avvenuta nel cuore della notte nel 13 giugno 1558, quando, con la complicità di un servo traditore, i pirati turchi ebbero accesso alla Penisola Sorrentina saccheggiandola di tutti i suoi beni e seminando terrore e morte tra gli abitanti.

Inoltre, Marina Grande è separata dal resto della città da un promontorio su cui un tempo sorgeva la villa del nipote dell’imperatore Augusto, Agrippa Postumo, della quale si possono osservare ancora magnifici resti della struttura originaria e dello spettacolare Ninfeo ristrutturato ad opera della proprietà del Bellevue Syrene all’estremità occidentale di Marina Piccola. 

Marina Grande, culla del “Gozzo Sorrentino” 

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Foto di Cristina Gargiulo
Riproduzione del gozzo sorrentino del XIX sec.

Dalle profonde tradizioni legate al mare, questo borgo non poteva non sviluppare una propria arte marinara che ha portato alla costruzione del tradizionale Gozzo Sorrentino, fiore all’occhiello della tradizione marittima locale. Si tratta di una piccola imbarcazione a remi con vela latina, caratterizzato da poppa e prua di forma aguzza, ancora misurata in palmi napoletani (un palmo napoletano conta 26,4 centimentri).

Un tempo Marina Grande era la culla dei cantieri dedicati alla costruzione dei famosi gozzi sorrentini, oggi di questi luoghi c’è solo qualche sbiadito ricordo, in quanto la produzione si è spostata in luoghi più industrializzati, ma le tracce di questa cultura marinara e navale sono profonde e ben visibili anche ad un occhio distratto. 

Il borgo di Marina Grande scenario del film “Pane, Amore e …”

L’indiscutibile fascino di questo borgo conquistò anche i registi Dino Risi e Luigi Comencini che decisero di girare a Marina Grande gran parte delle scene del film “Pane, Amore e…”. Il borgo fece da scenario alle varie vicende che accompagnavano la conoscenza del Maresciallo Carotenuto, interpretato da Vittorio De Sica, colpito dalla bellezza di Sofia, una  pescivendola tutto pepe interpretata da Sofia Loren, legata sentimentalmente a Nicolino, un’aspirante vigile, ma troppo orgogliosa per ammetterlo. Il maresciallo, nonostante l’iniziale invaghimento nei confronti della bella “smargiassa”, alla fine con una mossa strategia da cui emerge la nobiltà d’animo di questo personaggio, spingerà Sofia tra le braccia  del suo “legittimo” pretendente. 

Quella che si è prestata ad essere la casa di Sofia e alcuni luoghi emblematici del film oggi sono indicati da alcuni cartelli che aiutano a ricostruire e a ricordare le scene del film che ebbe un clamoroso successo, così come i capitoli precedenti e quelli successivi. 

Perché visitare il Borgo di Marina Grande? 

Durante i nostri tour in barca, che in genere partono dalla vicina Marina Piccola, sede del Porto di Sorrento, passando davanti la baia di Marina Grande ci soffermiamo sempre a far osservare la peculiare bellezza del borgo, di cui consigliamo sempre una visita per coglierne tutti i dettagli che lo rendono speciale.

Se tutte le informazioni fornite fin qui non ti hanno ancora incuriosito abbastanza, ecco qualche motivo in più per visitare il borgo di Marina Grande: 

  • la presenza di alcune trattorie che propongono la cucina tipica locale, prima tra tutte “La trattoria da Emilia“; 
  • ristoranti a picco sul mare; 
  • scenari tutti da fotografare; 
  • e tanto, tanto altro.