Il periodo migliore, i luoghi da non perdere, le prelibatezze da gustare, tutto ciò che c’è da sapere per pianificare un tour in costiera amalfitana

La Costiera Amalfitana è una terrazza sul paradiso, è impossibile non restarne incantati. Positano, Furore, Amalfi, Atrani, Ravello e tutti gli altri comuni della costiera, sono come gemme preziose che adornano una corona di costa a mezz’aria tra una lussureggiante flora mediterranea dai colori caldi e vivaci e il mare dalla tonalità intensa che segna l’orizzonte.

Probabilmente non esiste al mondo strada più bella della Statale 163 Amalfitana. Costruita in epoca borbonica, questa strada si dirama lungo il costone offrendo numerosi punti panoramici dove fermarsi per perdersi in quella distesa di sfumature blu interrotta dagli isolotti Li Galli che ancora oggi affascinano per la loro origine leggendaria.

Insomma, il tour in costiera amalfitana emoziona ed entusiasma già a partire dal viaggio. Non è un caso infatti, che è uno dei 50 siti italiani che l’UNESCO ha dichiarato “Patrimonio dell’umanità” nel 1997.

Il fascino della costiera non muta a seconda della stagione, ma è pure vero che il periodo migliore per visitare la costiera amalfitana è tra aprile e giugno. Con l’arrivo della primavera la flora mediterranea rinvigorisce, l’aria si fa frizzante, i centri storici dei comuni tornano ad animarsi e fare una passeggiata vicino al mare diventa davvero piacevole.

Certo però, il rischio di essere accolti dalla pioggia non è proprio ai livelli minimi, specie ad aprile, ma niente paura, ecco cosa fare in costiera amalfitana quando piove:

Amalfi è una piccola città costiera ricca di storia. Il centro storico è ancora fedele alla struttura medievale del luogo, qui si respira l’affascinante storia di una delle più importanti repubbliche marinare e in una giornata uggiosa, ma non solo, può essere particolarmente piacevole visitare i vari musei di Amalfi: dal museo della Carta al museo della Bussola e del Ducato Marinaro, al primo piano della casa municipale, fino a visitare lo straordinario Duomo di Sant’Andrea e il suo museo.

Ravello invece, magnifica cittadina che padroneggia dall’alto la costiera amalfitana, ospita il Museo del Corallo che ha sede presso la ditta Camo, dedita alla lavorazione artigianale del corallo. La collezione esposta raccoglie oltre 600 oggetti d’arte, tra cui un Cristo su una croce in cristallo, opera secentesca di lavorazione siciliana, una tabacchiera di Luigi XV, gemella di quella del Louvre a Parigi, e una ricca collezione di cammei del XVIII e XIX secolo. Inoltre, lungo un’ampia galleria voltata, sono esposti manufatti in corallo risalenti all’epoca romana fino al secolo scorso.

Spostandosi verso Salerno, l’offerta di musei e luoghi di interesse culturale aumenta ulteriormente: dal Museo diocesano al Castello di Arechi; mentre, muovendosi verso la Costiera Sorrentina, la “pittoresca” Positano ospita ben tre gallerie d’arte: Di Guida Giovanni, Franco Senesi Fine Art e Angeloni Giancarlo. Meritevole di una visita è anche la storica chiesa di Santa Maria Assunta, con la sua vivace cupola in mosaico, protagonista delle più belle cartoline della Costiera amalfitana. Infine, Positano ospita anche un altro grande tesoro, purtroppo ancora ostaggio della burocrazia italiana, si tratta di una villa romana scoperta che si estende al di sotto della chiesa fino al centro storico. Intanto che si stabilisca un accordo tra il Comune e la Sopraintendenza, è possibile sbirciare le bellezze di questo straordinario reperto storico dal passaggio in vetro alle spalle della chiesa.

Come visitare la Costiera Amalfitana in estate? Meglio un tour in barca

In estate la Costiera Amalfitana è molto gettonata e come è facile immaginare il traffico potrebbe essere un brutto affare in cui ci si può imbattere. Dalla Penisola Sorrentina, in particolare da Sorrento, sono diversi i bus pubblici che conducono ad Amalfi, con fermata a Positano e nei vari borghi caratteristici lungo la statale amalfitana. Scegliendo il bus si paga meno e si evita il problema del parcheggio che in costiera è molto limitato e costoso; tuttavia, si è vincolati e non poco dagli orari delle corse. Altra opzione è il tour in auto: in questo caso l’itinerario del tour è molto flessibile e spesso il conducente offre un po’ di informazioni utili e interessanti sul luogo. Con il tour in auto si può godere del panorama mozzafiato che offre la statale amalfitana con la possibilità di accostarsi per fare qualche foto. In entrambi i casi però, non si evita il rischio di trovarsi intrappolati nel traffico; ecco perché è preferibile un tour in barca per raggiungere la Costiera Amalfitana: la vista del costone e delle sue naturali insenature colorate dai raggi del sole che si riflettono nel mare è davvero unica; il vento generato dal procedere della barca placa il caldo delle temperature estive; niente traffico e la visita in costiera diventa molto piacevole.
Scegliere il tour in barca inoltre, non significa accontentarsi di guardare solo da lontano i borghi della costiera, come Positano e Amalfi, al contrario, ormai tutte le tipologie di tour in barca, che sia di gruppo o privato, comprende anche l’attracco per permettere ai passeggeri di visitare i luoghi di maggiore interesse.

 

Cosa mangiare in Costiera Amalfitana? 

Siete arrivati in Costiera Amalfitana e il vostro stomaco comincia a brontolare, come accontentarlo? In Costiera Amalfitana c’è solo l’imbarazzo della scelta, qui è possibile compiere anche un vero e proprio tour gastronomico da leccarsi i baffi. Dall’antipasto al dolce, i sapori della costiera sono in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Dunque, cari stomaci fatevi capanna e che il tour abbia inizio.

Partiamo dalla Ricotta di Tramonti, servita su pane leggermente biscottato e un filo d’olio extravergine d’oliva delle colline salernitane. Tramonti è una località che si trova tra la montagna e il mare, in questo luogo l’agricoltura segue ancora le antiche tradizioni tanto ai prodotti tipici, specie quelli caseari, un sapore unico di questa terra che ricorda tempi lontani.

Per i primi piatti c’è l’imbarazzo della scelta tra gli Scialatielli all’Amalfitana, conosciuti anche come Scialatielli allo Scoglio, e gli Ndunderi di Minori. Gli scialatielli sono un formato di pasta fresca tipico della Costiera Amalfitana e Sorrentina, ottimi con il sugo di pesce, ma si prestano perfettamente a qualsiasi tipo di sugo. Nei negozi dedicati alla vendita di prodotti tipici è possibile acquistare un pacco di scialatielli secchi, così da portarsi a casa un po’ del sapore di questa terra. Gli ndunderi invece, sono degli gnocchi di forma grossolana considerati dall’Unesco tra i tipi di pasta più antichi del mondo. La ricetta tradizionale degli ndunderi risale all’epoca romana, quando l’impasto si ricavava dalla farina di farro e caglio. Oggi invece, viene utilizzata la ricotta fresca e sono serviti con un semplice sugo di pomodoro e una foglia di basilico.

Restando su un menù di pesce, questo viaggio tra i sapori costieri prosegue con le Alici di Cetara, fritte, gratinate o marinate, le alici di Cetara hanno una consistenza simile al burro, si sciolgono in bocca. Famosa di questa zona è anche la colatura di Alici con la quale è possibile trasformare un semplice piatto di spaghetti in un capolavoro gastronomico.

In Costiera non si mangia solo pesce, la maggior parte dei ristoranti offre anche degli ottimi tagli di carne, ma seguendo ancora la tradizione bisogna assaggiare il Coniglio all’Ischitana, piatto nato ad Ischia e adottato dalla cucina costiera. Per la realizzazione di questo piatto sono preferiti i “conigli di fosso”, ovvero quei conigli allevati in un habitat quanto più vicino a quello naturale. Ciò dona una morbidezza e un sapore unico alla loro carne accompagnata da un sugo di pomodorini freschi, aglio e varie erbe aromatiche tipiche della macchia mediterranea.  

L’itinerario gastronomico non può che concludersi a Minori, culla della pasticceria De Riso, nota per la Ricotta e Pera, ma in generale, la Delizia al Limone e la Caprese al Limone o al cioccolato sono le dolci regine della costiera.

Un tour gastronomico del genere non può che concludersi con un bicchierino di Limoncello, oppure a Sorrento, con un bicchierino di Nocino, liquore forte realizzato con le noci fresche della Penisola Sorrentina.

 

C.G.